domenica 11 novembre 2012

Terremoto in Umbria, nel convento di Vallegloria (seconda parte)

Spello (Pg), il convento di Vallegloria
Stava per concludersi una giornata di intenso lavoro. Ci attardammo nel piccolo atrio del convento in attesa di consumare la cena che, con tanta cura, le suore avevano preparato. Alle 20 circa del giorno del nostro arrivo a Spello (Pg), fummo invitati ad accomodarci nel parlatorio del monastero, dove era stata imbandita una bella tavola. Attraverso la «ruota», ci servirono piatti di lasagne, coniglio al forno con patate e frutta. In un silenzio surreale - forse l’unico della nostra vita lontano dai clamori degli schermi televisivi - consumammo la cena. In tempi rapidi, per rispettare gli orari della clausura, ci congedammo, dandoci appuntamento al mattino seguente per i saluti. Poi partimmo per Foligno (Pg), dove c’era l’albergo in cui avremmo trascorso la notte. Perché siamo andati a Spello? Perché ad Altamura (Ba), la città in cui viviamo, il Consiglio comunale aveva autorizzato l’invio di aiuti verso un paese umbro terremotato che ospitasse, però, altamurani. E a Spello, nel monastero di Vallegloria, c’erano sette suore della nostra città. All’indomani, tornati al convento per il commiato, abbiamo vissuto momenti di grandissima emozione, poiché le suore, mancando da tempo da Altamura, cercavano di recuperare da noi quante più notizie possibili sui loro parenti. Ci salutammo con qualche lacrima, ma con la consapevolezza che avevamo compiuto un piccolo, grande gesto di sincera solidarietà.


Spello (Pg)
In occasione del terremoto del 1997, feci tre viaggi a Spello ed il mio congedo dalle suore di Vallegloria si accompagnava sempre con un omaggio che custodivo gelosamente per tutto il viaggio di ritorno: il primo oggetto che mi fu donato era un bellissimo crocifisso di San Damiano. Non esitai, viste anche le dimensioni, a donarlo al cappellano dell’ospedale di Altamura. Crocifisso ancora oggi dominante il corridoio che collega il vecchio al nuovo ospedale, nelle vicinanze degli ambulatori di cardiologia. Ho voluto così manifestare la partecipazione di tutta la città a quella missione, ma, in particolare, la vicinanza del mio mondo di lavoro.

La conoscenza delle clarisse, le loro storie, il loro vivere hanno tracciato in tutti noi, presenti all’appello di quella esperienza, un solco di umana partecipazione. Durante il viaggio di rientro, pensavamo alla povertà, alla semplicità, all’amore che trapelava dai loro volti sorridenti e all’umile modo di vivere. Tornai ancora a Spello dopo circa un mese dal primo viaggio, ma, questa volta, con finalità diverse. Lasciai il silenzioso misticismo di Vallegloria e mi orientai verso la realtà cittadina, con altri aiuti ed esperienze.

Continua nel prossimo reportage...

Antonio Lorusso

Le fotografie dell'autore

Spello (Pg)
Spello (Pg)

Spello (Pg)



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